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- Un antico luogo di insediamenti, fatto di passaggio di civiltà come quelle dei greci o dei fenici, fino all’arrivo del Regno d’Italia.
- Situata alla fine di Via Roma, il corso principale di tutta l’isola, questa piccola perla si affaccia direttamente sul porto.
- All’esterno, invece, l’archivio è allestito con dei grandi pannelli contenenti centinaia di foto d’epoca. D’estate è anche possibile, nelle ore serali, assistere alla proiezione di documentari e video turistici.
- La storia di Lampedusa è ancor oggi poco conosciuta, purtroppo anche a causa del poco materiale reperibile e dei pochi siti archeologici. Nonostante questo, sono molteplici gli elementi che lasciano traccia degli insediamenti avvenuti in passato.
- L’archivio è anche un importante punto di riferimento per studenti, ricercatori stranieri, sempre più interessati a conoscere questo territorio. Anche docenti di università internazionali sono venuti per approfondire la storia dell’isola.
- Fortunatamente, il patrimonio dell’Archivio si va ampliando sempre di più, grazie anche all’apprezzamento e all’interesse da parte degli isolani.
- Abbracciando completamente l’iniziativa creata dal grembo di Nino Taranto, i lampedusani hanno messo a disposizione diverso materiale fotografico. Sono riusciti così a creare una raccolta dagli inizi del ‘900 fino ad oggi: foto che raccontano la vita, le tradizioni, le attività produttive e le trasformazioni del territorio.
Lampedusa non è solo mare, sole e belle spiagge.
Questa piccola isola al sud del Mar Mediterraneo è una terra fatta di storia. Per apprezzare a pieno la bellezza di questo posto, è necessario conoscere anche il suo patrimonio storico – culturale.
Un antico luogo di insediamenti, fatto di passaggio di civiltà come quelle dei greci o dei fenici, fino all’arrivo del Regno d’Italia.
E’ per questo che il Sig. Antonino Taranto, nel 2013, ha deciso di fondare insieme ad un gruppo di amici appassionati della storia della propria isola, l’associazione culturale dell’Archivio Storico di Lampedusa.

Situata alla fine di Via Roma, il corso principale di tutta l’isola, questa piccola perla si affaccia direttamente sul porto.
La sede è aperta al pubblico e all’interno è possibile ammirare una mostra fotografica e documentaria di tutta la storia dell’isola. Le tradizioni, gli usi e i costumi, i ricordi, ma anche i monumenti e i siti di particolare interesse storico e archeologico.

All’esterno, invece, l’archivio è allestito con dei grandi pannelli contenenti centinaia di foto d’epoca. D’estate è anche possibile, nelle ore serali, assistere alla proiezione di documentari e video turistici.
La storia di Lampedusa è ancor oggi poco conosciuta, purtroppo anche a causa del poco materiale reperibile e dei pochi siti archeologici. Nonostante questo, sono molteplici gli elementi che lasciano traccia degli insediamenti avvenuti in passato.
L’Isola è rimasta sotto il controllo del mondo musulmano per tutto il Medioevo, furono sicuramente presenti colonie greche, fenicie e poi romane. Nel 1843 invece, la colonizzazione Borbonica diede origine all’attuale popolazione.

L’archivio è anche un importante punto di riferimento per studenti, ricercatori stranieri, sempre più interessati a conoscere questo territorio. Anche docenti di università internazionali sono venuti per approfondire la storia dell’isola.
Vengono anche organizzati importanti incontri di studio con le vicine associazioni dell’isola di Malta, altro importante luogo che, a quanto pare, sembra avere molto in comune con la bella Lampedusa.

Fortunatamente, il patrimonio dell’Archivio si va ampliando sempre di più, grazie anche all’apprezzamento e all’interesse da parte degli isolani.
Abbracciando completamente l’iniziativa creata dal grembo di Nino Taranto, i lampedusani hanno messo a disposizione diverso materiale fotografico. Sono riusciti così a creare una raccolta dagli inizi del ‘900 fino ad oggi: foto che raccontano la vita, le tradizioni, le attività produttive e le trasformazioni del territorio.
La piccola associazione è diventata luogo di memoria e di ricordi da tramandare alle future generazioni.
Non soltanto un’isola bruciata dal sole quindi, circondata dalla classica macchia mediterranea, dal suono delle cicale e del mare, ma un luogo che vuole tutelare e valorizzare la sua storia, mantenendo viva la sua vera anima.







