
L’Archivio Storico di Lampedusa: una Storia che non ha prezzo
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Le spugne di Lampedusa: un antico tesoro siciliano
Settembre 18, 2020Morto il 6 Agosto del 1984, se n’è andato davanti al mare dipinto di blu, al tramonto, sul lembo di terra che più amava. E ha voluto portare per sempre con sè un pezzo dell’amata isola che lo aveva accompagnato nella sua vita: una foto e due boccette nella bara, con acqua e sabbia dell’Isola dei Conigli, oltre al cappello e al bastone dell’uomo in frac.
Sommario
- La casa è ancora lì, a una decina di metri sopra una delle spiagge più belle al mondo, dove il mare lui lo chiamava “la piscina di Dio”.
- Domenico Modugno era pugliese di nascita ma siculo per adozione, e il suo amore per questa terra era presente anche nelle sue canzoni.
- Ancora oggi arricchito da 120 mq di veranda, tutto è unito da un patio al piano terra e da una terrazza al primo piano che si affacciano direttamente sulla spiaggia.
- E’ circondata da un giardino di circa mille metri quadri, con palme, bouganville, agavi e altre essenze tipiche della macchia mediterranea.
- In questa meravigliosa villa, si svolsero serate indimenticabili, serate di balli e canzoni, quando qui si poteva ancora arrivare in barca e gli ospiti scendevano con l’acqua alle ginocchia.
La casa è ancora lì, a una decina di metri sopra una delle spiagge più belle al mondo, dove il mare lui lo chiamava “la piscina di Dio”.
La villa a lui appartenuta è ora in vendita, unica costruzione sull’isola dei conigli, all’interno della Riserva naturale dell’Isola di Lampedusa, in un’area dall’altissimo valore paesistico e ambientale, di fronte a una delle porzioni sabbiose più belle del Mediterraneo, alla quale si accede direttamente.

Domenico Modugno era pugliese di nascita ma siculo per adozione, e il suo amore per questa terra era presente anche nelle sue canzoni.
Acquistò questa villa di circa 220 metri quadri negli anni ‘70, all’epoca soltanto un rudere, che lui trasformò in una meravigliosa dimora in cui decise anche di morire.
L’immobile è costituito da due corpi, e quando Modugno decise di ristrutturarlo, di quel rudere in partenza si mantennero le caratteristiche tipiche dei dammusi isolani, con murature esterne in pietra a vista, coperture piane con piccole volte centrali, patii e verande con coperture in legno.

Ancora oggi arricchito da 120 mq di veranda, tutto è unito da un patio al piano terra e da una terrazza al primo piano che si affacciano direttamente sulla spiaggia.
E’ circondata da un giardino di circa mille metri quadri, con palme, bouganville, agavi e altre essenze tipiche della macchia mediterranea.
Internamente la villa ha pavimenti in cotto, le pareti e i soffitti sono interamente rivestiti, le porte interne sono tutte in legno.
Questa abitazione è unica nel suo genere in quanto è anche l’unica costruzione sulla Spiaggia dei Conigli e tale rimarrà. I vincoli attualmente in vigore, infatti, impediscono lo sviluppo edilizio in questo luogo.
In questa meravigliosa villa, si svolsero serate indimenticabili, serate di balli e canzoni, quando qui si poteva ancora arrivare in barca e gli ospiti scendevano con l’acqua alle ginocchia.

C’è chi ancora sente le note e i versi incalzanti echeggiare tra le note del mare, testimoni dell‘amore per una terra che fu vivo per tutta la vita:
“Si tu mori vogliu muriri ‘nsemi a tia, si tu’ mori amuri miu vogliu muriri. …Chist’è na storia d’un pisci spada. Storia d’amuri.”






